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150 tesori nascosti dell’arte italiana si svelano a Napoli

Fino al 28 maggio 2017 a Napoli un’eccezionale mostra svela una collezione di 150 tesori dell’arte italiana all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore.  

150 tesori nascosti dell’arte italiana si svelano a Napoli

Dal Medioevo al Novecento, sette secoli di storia dell’arte italiana svelati attraverso una selezione di 150 opere tra dipinti e sculture. È l’imponente percorso espositivo proposto dalla mostra "I tesori nascosti, Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito”, allestita fino al 28 maggio 2017 nella splendida cornice della basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, nel centro storico di Napoli.

L’esposizione, curata da Vittorio Sgarbi, celebra la fine dei lavori di restauro e la riapertura, dopo decenni, dell’antica chiesa risalente al VI secolo, uno dei monumenti più antichi della città.

Il percorso espositivo costituisce un ampio excursus sull’arte italiana, di cui documenta l’evoluzione nel corso dei secoli, ne esemplifica gli snodi fondamentali e il susseguirsi degli stili e delle correnti.

Tra gli artisti presenti, oltre ai nomi di spicco che danno il titolo alla mostra, compaiono anche figure di grande rilievo in qualche modo legate alla città partenopea, native o attive nell’area, tra cui Mattia Preti, Luca Giordano, Luca Forte, Solimena Giaquinto e Domenico Morelli. E altri artisti influenti come Antoon Smick Pitloo, Filippo Palizzi, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi e Antonio Ligabue.

L’esposizione approfondisce anche il lavoro delle più importanti scuole di appartenenza geografica che hanno fatto la storia dell’arte italiana. Tra queste, quella emiliana (Guercino, Guido Reni, Guido Cagnacci), quella toscana (Alessandro Rosi, Giovanni Martinelli), quella veneta (Tiziano e Veronese) e quella lombarda (Bernardino Luini e Giampietrino).

La mostra merita una visita anche per la rarità delle opere esposte. Si tratta, infatti, di tesori “nascosti”, al di fuori dei circuiti museali ufficiali, che appartengono a fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati.

Tra le tante opere, il percorso espositivo propone due teste muliebri di marmo attribuite ad un maestro federiciano e risalenti alla metà del ‘200; il ritratto di San Giovanni Evangelista realizzato da Tino da Camaino, l’artista senese che, a partire dal 1323, operò a Napoli al servizio di Roberto d’Angiò; la “Maddalena addolorata” dipinta da Caravaggio e importanti opere in marmo, cera e bronzo di Vincenzo Gemito.

L’accesso all’esposizione prevede anche la possibilità di scaricare gratuitamente un’app dedicata da cui è possibile ascoltare l’audio guida raccontata da Vittorio Sgarbi che approfondisce i contenuti delle opere d’arte esposte.

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6 Aprile 2017