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Kandinskij verso l’astrattismo, il percorso di formazione del genio

Dal 15 marzo al 9 luglio il Museo delle Culture di Milano ospita Vasilj Kandinskij, il cavaliere errante, una mostra dedicata al genio dell’astrattismo russo  

Kandinskij verso l'astrattismo, il percorso di formazione del genio

Visioni immaginifiche, colori accesi, tratti decisi, pennellate che si perdono nelle forme di paesaggi intricati ed enigmatici. E’ dedicata all’universo pittorico di Vasilj Kandinskij la mostra allestita, dal 15 marzo al 9 luglio, nelle sale del Museo delle Culture di Milano.

Si intitola “Kandinskij, il cavaliere errante” ed è un percorso di 49 opere, alcune mai esposte in Italia, provenienti dai più importanti musei russi, tra cui l’Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria Tret’jakov, il Museo di Belle Arti A.S. Puškin e il Museo Panrusso delle Arti Decorative, delle Arti Applicate e dell’Arte Popolare di Mosca.

Le opere documentano “il periodo del genio” dell’artista russo, ovvero il percorso di formazione che gettò le basi per la sua successiva adesione all’astrattismo, di cui fu uno dei primi e più rappresentativi esponenti.

Tra le opere, precedenti alla svolta completa verso l’astrazione, spiccano incisioni ispirate alle fiabe, tele simili alle stampe popolari russe, raffiguranti cavalieri combattenti, uccelli del paradiso, giocattoli e oggetti in cui ricorre la figura del cavallo.

Il percorso giunge fino al 1921, anno in cui l’artista russo lasciò definitivamente la Russia per trasferirsi in Germania. E comprende anche esempi di quella cultura popolare, fatta di icone, stampe e opere di arte decorativa, che hanno contribuito a plasmare l’immaginario visivo dell’artista. Kandinskij, infatti, rimase sempre profondamente legato alla cultura iconografica russa.  

La volontà è quella di restituire, anche attraverso strumenti multimediali che permetteranno di “entrare” nelle tele, un’idea completa del percorso che ha portato allo sviluppo del peculiare linguaggio artistico del fondatore dell’astrattismo.

L’esposizione rientra nell’ambito dei progetti “site-specific” curati dal MUDEC-Museo delle Culture ed è incentrato sul rapporto tra arte ed etnografia e sulla metafora del viaggio, inteso come peregrinazione intellettuale e cognitiva.

Un tema particolarmente caro all’artista russo, che fondò gran parte della sua parabola artistica ed esistenziale sull’idea del viaggio, e sull’infinita esplorazione della realtà e delle possibilità di espressione artistica.

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16 Marzo 2017