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Tra suggestioni oniriche e sperimentalismo, il surrealismo di Mirò

Dall’11 aprile al 30 settembre le sale di Palazzo Albergati, a Bologna, ospiteranno una vasta retrospettiva dedicata all’intera produzione artistica di Joan Mirò

Tra suggestioni oniriche e sperimentalismo, il surrealismo di Joan Mirò

Colori accesi e quasi primordiali, forme che partono dal reale e ne scardinano ogni apparenza, atmosfere oniriche e allucinatorie; sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano l’estrosa e indecifrabile cifra pittorica di Joan Mirò, protagonista di un’imponente mostra in arrivo a Palazzo Albergati a Bologna.

Dall’11 aprile al 30 settembre 2017, l’ineffabile estro creativo dell’artista catalano sarà illustrato attraverso un ricco percorso espositivo, contenente 118 dipinti su tela, 275 opere su supporti vari, 1512 disegni e 35 sculture.

Tutte le opere provengono dall’amplissima collezione della Fundaciò Pilar i Joan Mirò di Mallorca, cui furono destinate dallo stesso artista e dalla moglie nel 1981, e ne rappresentano l’intera parabola artistica, dal 1908 al 1981.

Da quando iniziò a cimentarsi con i primi disegni, all’età di 8 anni, a quando si trasferì a Parigi, negli anni ‘20, entrando in contatto con Picasso e iniziando a maturare il proprio originalissimo stile artistico. Fino al ritorno a Palma de Maiorca, segnato dalla preferenza per litografia, acquaforte e scultura. E agli ultimi anni prima della morte, che videro una ancor maggiore radicalizzazione delle sue posizioni artistiche.

Disegni, litografie, fotografie, progetti e oltre un centinaio di dipinti testimoniano l’eclettismo e lo sperimentalismo di Mirò, instancabile creatore di mondi immaginifici, in cui la realtà è soltanto un punto di partenza, mai quello di arrivo.

L’intento della mostra, curata da Arthemisia, la stessa società di produzione, che ha realizzato l’allestimento bolognese della mostra su Frida Khalo, è quello di documentare con dovizia di esempi tutte le anime dell’artista catalano, fervente esponente del surrealismo e incessante innovatore.

Dalle opere giovanili a quelle della maturità, che videro Mirò cimentarsi anche con la ceramica, la mailart, la scultura gassosa e la pittura quadridimensionale, la mostra tratterà tutte le fasi del percorso artistico del genio catalano.

E sarà l’occasione per riflettere anche sull’autonomia intellettuale e artistica di Mirò, che in diversi scritti espresse in maniera radicale il suo disprezzo per l’arte convenzionale, dichiarando la necessità di “assassinarla” per abbracciare nuovi mezzi espressivi.  

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24 Marzo 2017