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Tra sacro e profano, il segno indelebile di Guercino a Piacenza

Fino al 4 giugno Piacenza celebra l’opera artistica del Guercino. Per la prima volta i visitatori possono ascendere alla cupola del Duomo per ammirarne gli affreschi.

Tra sacro e profano, il segno indelebile di Guercino a Piacenza

Si sono aperte il 4 marzo e proseguiranno fino al 4 giugno 2017 le celebrazioni dedicate al pittore emiliano Guercino, in concomitanza con l’anniversario dei lavori compiuti a Piacenza, ormai 390 anni fa, dal maestro di Cento.  

Al centro della manifestazione dedicata al pittore seicentesco, tra gli artisti più rappresentativi del barocco maturo, ci sono due luoghi: la Cattedrale, sede dello straordinario ciclo di affreschi dipinto dall’artista di Cento, e Palazzo Farnese, dove è allestita una mostra con una selezione di 20 capolavori.

Si presenta come un’occasione da non perdere per gli appassionati d’arte la visita alla Cattedrale. Qui, per la prima volta, la costruzione di un’imponente struttura di camminamenti in legno, che ha richiesto 5 mesi di lavoro, consente ai visitatori di ascendere all’interno della cupola del Duomo e di ammirare da vicino, sospesi a 40 metri d’altezza, il vasto ciclo di affreschi realizzato tra il 1626 e il 1627.  

Gli affreschi, esaltati da un sistema di illuminazione ad hoc, che ne svela gradualmente il percorso narrativo, comprendono sei scomparti dedicati alle figure dei profeti (Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia), le lunette in cui si alternano le raffigurazioni dedicate ad alcuni episodi dell’infanzia di Gesù alle figure di 8 Sibille, e il fregio del tamburo.

La visita alla cupola viene introdotta dal passaggio all’interno di una sala multimediale. Qui il pubblico viene guidato nella lettura del capolavoro del Guercino. E può letteralmente immergersi nelle opere tramite speciali visori 3D.

Un potenziamento della visione ad occhio nudo capace di restituire la complessità tecnica e artistica del progetto, che vide il pittore emiliano alle prese con la difficoltà di dover dipingere rapidamente in affresco e in forte scorcio. E sospeso su ponteggi pericolanti.

Il risultato è un capolavoro di straordinaria maestria, che, insieme alle opere ospitate all’interno della Cappella ducale, restituisce un concentrato esauriente dell’intera parabola artistica di Giovanni Francesco Barbieri, detto “Guercino” per lo strabismo da cui era affetto.

Il percorso espositivo di Palazzo Farnese, suddiviso in tre sezioni (“gli anni degli esordi, gli anni della fama, gli anni della gloria”) comprende solo capolavori e completa l’itinerario di scoperta di uno degli esponenti dell’arte seicentesca più amati, anche in ambito internazionale.

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30 Marzo 2017